IL BORZACCHINI UNIVERSALE OnLine






Q
quanto quello che morì di notte (aver da fare...).
La locuzione, di buona accezione in ambito toscano e di sicura immediatezza a Livorno e dintorni, tende ad esprimere (in modo decisamente iperbolico) uno stato di grande, se pur generico, affaccendamento e sulle sue origini è aperto da tempo un dibattito che divide due diverse scuole di pensiero. Il Farolfi (Selvatelle 1908 - Casino della Sitrì 1952), titolare della Cattedra di Numeri al Lotto e Scaloppine al Marsala presso l'Università Peroni, nel suo bel trattatello di etica comportamentale (A paga' e a mori' c'è sempre tempo, in: Sbocchi di Bile, Laigueglia Dic. 1976) illustra con meticolosa precisione gli innumerevoli adempimenti sia pratici che burocratici cui si è costretti nel caso di un decesso notturno, e giunge ad indicare tra le quindici e le sedici del pomeriggio l'ora ideale per andare all'altro mondo, a meno che non sia di sabato o di domenica e che la squadra cittadina non giochi fuori casa.
Tale tesi ci sembra più credibile della teoria cosidetta 'del Sindacato Dipendenti Comunali' che si basa sulla presunta laboriosità dell'impiegato pubblico medio, costretto a un tale stress giornaliero da provocarne spesso la morte nottetempo; difatti essa conflitta con il terzo comma della sesta finalità dell'art. ottavo della Carta Internazionale dei Diritti del Burocrate che recita letteralmente: «Se qualcuno deve morire è meglio che sia quello dall'altra parte dello sportello».
Una terza ipotesi che vale la pena di citare per la sua originalità è quella sostenuta dal Bullentini-Moellendorff che avvicina sul piano esistenziale l'incerto destino di 'quello che morì di notte' con la difficile condizione di 'quello che mi caò sull'uscio' (v.) «...ambedue condannati da un anonimato impietoso e metaforico a essere sacrificati sull'altare del cinismo del luogo comune...»


Indice dei lèmmi
[A] [B] [C] [D] [E] [F] [G] [H] [I] [K] [L]

[M] [N] [O] [P] [Q] [R] [S] [T] [U] [V] [Z]

 

Torna daccapo... - Copertina - Tavole fuori testo - Credits