IL TERZO BORZACCHINI UNIVERSALE OnLine
sgalembato
Lemma d'uso esclusivamente del lessico livornese, probabilmente derivato da una delle tante contaminazioni linguistiche di quella terra, notoriamente storico asilo di diverse etnìe, religioni e costumanze, nonché di "pinguini, puttane, camerieri e camionisti" ("The Economist", The Leghorn 's people and the italian government, maggio 2001)
Il Visibelli, studioso itinerante e appassionato cultore di livornesità, nonché nostro Consigliere Segreto nelle questioni di lingua, manzo, gallina, zampucci e testina, ci propone un'interpretazione critica del lèmma in questione come significante alcunché di privo di lembi e quindi lacerato nelle estremità, rozzo, sciatto e trascurato, ancorché sia prevalsa nell'uso la più impietosa attribuzione di deformità e irregolarità se non di mostruosa imperfezione "...tal quale accade di certe potte -son parole dello stesso Visibelli - accanitamente utilizzate per le pratiche erotiche più diverse e dissennate, o come che siano in avanzato stato di deterioramento e invecchiamento, per cui le titolari, osservandole allo specchio e in tutta la loro disastrosa condizione, abbiano a esclamare con malcelato disappunto: 'Boia... come ce l'ho sgalembata.. .!'" (cfr.: ETTORE VISIBELLI, Potta, mito e fagioli coll'occhio nell'italia della ricostruzione postbellica, Porcari, 1954).
Si osservi altrimenti che una certa assonanza con l'aggettivo "sghembo" ha altresì condotto a usi impropri del lèmma confondendone fatalmente il senso per cui, ad esempio, nella fatidica circostanza della prova, in sartoria o nello spogliatoio d'un negozio di abbigliamento, di un abito da parte della gentildonna livornese, alla domanda rivolta all'amica che l'accompagna: "Isolina... guarda un po' te... come mi torna didietro...? ", la risposta sarà: "O Corinna, cosa vòi che ti dia... a me mi pare che sia tutto sgalembàto...", volendo significare che in virtù del culo enorme e squilibrato dell'interessata l'indumento non piomba alla perfezione.
È inoltre documentato che il Marmottin era solito definire o degalembé la tecnica di andatura in volata del grande Rick Van Looy, con la quale faceva piazza pulita degli avversari scodando pericolosamente a destra e a sinistra, pur mantenendo la dirittura d'arrivo; tale tecnica, poi rinnovatasi nel noto "effetto Cipollini", fu appurato doversi attribuire al fatto che il campione olandese aveva una gamba più corta dell'altra di ben otto centimetri e che in prossimità del traguardo egli si liberava dell'apparecchio ortopedico di cui era dotato (cfr.: ADRIANO DEZAN, I Giganti del Pedale, Roubaix, 1989).
Indice dei lèmmi
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